Recensione: Pokémon Spada e Scudo

Recensione: Pokémon Spada e Scudo

24 Novembre, 2019 0 Di Spinda94

Pokémon Spada e Scudo sono stati ufficialmente rilasciati. Due titoli che inizialmente avevano destato lo stupore e la trepidazione del pubblico, ed in seguito l’odio, a causa della riduzione del Pokédex.

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Ovviamente il sito si dissocia dalla campagna di odio che i “Pokéfan” stanno portando contro la Game Freak.

Ho appena finito di giocare a Pokémon Spada (volevo Scudo ma era finito -.-) e ne sono rimasto piacevolmente colpito.

Attenzione Spoiler…

Storia

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La nostra avventura inizierà a Furlongham un piccolo paesino della regione di Galar. Assieme al vicino di casa e rivale Hop riceveremo un Pokémon per iniziare la nostra avventura.

Fino a qui direte: niente di nuovo… Sbagliato! Spada e Scudo nonostante reintegrino la conquista delle canoniche otto medaglie sono ben più originali di Sole e Luna. Questo grazie a tanti piccoli dettagli.

I personaggi, dal più sporadico al più presente hanno una spiccata personalità con molte sfaccettature, e nonostante ci si ritrovi davanti al classico rivale/amico, rivale/cattivo ed il Boss di una grande azienda che sappiamo fin da subito stia tramando qualcosa. Non ci stanchiamo di questi personaggi poiché vi è una profonda caratterizzazione dietro e con il proseguire della storia, scopriamo cosa li ha portati ad essere così.

Prendiamo ad esempio Hop, nostro avversario nella sfida delle palestre nonché grande amico, nonostante gli atteggiamenti molto simili ad Hau di Alola. Ben presto scopriremo che dietro al suo sorriso si nasconde una grande insicurezza: il suo timore più grande è quello di fallire negli incontri poiché causerebbe disonore alla famiglia, in quanto fratello del Campione.

Mentre ci avviciniamo al finale vi sarà un colpo di scena che stravolgerà gli eventi. Un Boss finale inaspettato ed un crescendo di eventi a dir poco epici. Tutti i nodi verranno al pettine e tutti i personaggi affronteranno le proprie paure.

La particolarità di questi titoli sta anche nelle vicende dell’antica Galar. Nei precedenti titoli ci siamo sempre ritrovati in regioni dove la storia è scritta chiara e tonda: molto spesso in passato vi era un Pokémon Leggendario che popolava la terra, ed in seguito ad un determinato evento è sparito. Sappiamo già che il leggendario di turno ritornerà e sarà la causa di una minaccia che metterà a rischio il mondo dei Pokémon.

Beh a Galar non è così, nessuno conosce l’identità e nemmeno l’esistenza dei Pokémon stampati in copertina. Ne tantomeno il boss finale, di cui scopriremo l’esistenza assieme a tutti gli abitanti della regione. Insomma vi sono dei misteri ed anche diversi colpi di scena.

Grafica

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Non spenderò troppe righe su questo fattore di gioco, perché non vi è molto da dire. Viste le potenzialità della consolle mi aspettavo qualcosa di più da questi titoli. Nonostante vi siano molte ambientazioni suggestive e ben curate, sembra di ritrovarsi davanti ad una versione beta di Zelda Breath of the Wild.

Tuttavia si parla sempre di alta qualità. Veramente belle e coinvolgenti sono le sfide in palestra, ci si ritrova dinanzi ad un enorme stadio gremito di spettatori, dove gareggiamo con il nostro team ripreso da più angolazioni dalle telecamere Rotom.

Nonostante vi sia una grafica più matura rispetto a Let’s Go Pikachu e Eevee, non la ritengo superiore. Pocihé questi ultimi erano frutto di un’idea diversa, più cartoonesca e stile anime.

Rimanendo sempre al paragone precedente sono rimasto deluso dalle dimensioni dei Pokémon. In Let’s Go ero rimasto piacevolmente colpito dalle prospettive: enormi Gyarados contro piccoli e appetitosi Pikachu. In Spada e Scudo ci si ritrova ad affrontare un Wailord con le dimensioni di un tonno di 200 kg, deludente e poco credibile. Forse è stato necessario a causa del divario con le Dynamax, non so, ma è spiacevole.

Felice di vedere che vi sono ancora i Pokémon nell’overworld, anche se ho trovato i loro movimenti meno caratteristici. Inoltre le forme Shiny non saranno visibili prima di ingaggiare una battaglia… BAAAAAD!

Personaggi

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Come già detto i personaggi e non i Pokémon, sono i veri protagonisti di questo titolo. Ve ne sono tanti ed ognuno di essi è caratterizzato nei minimi dettagli. I più incisivi, escludendo Hop di cui abbiamo già parlato, a mio avviso sono:

Beet si presenta già con un look molto particolare, difatti mi sono stupito quando ho appreso si trattasse di un ragazzo. Tutto vestito di fucsia e con una riccia accapigliatura rosa chiaro, decisamente femminile. Ci distanziamo dai classici rivali già partendo dall’aspetto esteriore. E nonostante il suo carattere sia molto simile a quello di un Silver di Pokèmon Oro e Argento, rimarrete piacevolmente sorpresi quando la sua avventura verrà bruscamente interrotta dalle sue malvage azioni. Scoprendo così una nuova e involontaria strada che si dimostrerà giusta per lui.

La seconda rivale è Mary, il suo look è in netto contrasto, un semplice vestito rosa, accompagnato da una giacca nera in pelle con tanto di borchie qua e la. Anche Mary gareggia nella sfida delle palestre ed è sempre accompagnata dal Team Yell, un gruppo di ultras, che tifa per la loro gareggiante preferita. Non capiamo come mai questa ragazza partecipi alla sfida delle palestre, fino alla scoperta delle sue origini.

Il Team Yell invece si può definire una sorta di Team Skull 2.0: divertente, chiassoso e demenziale. Niente di nuovo ma comunque un efficace espediente per aggiungere ore di gioco. Inoltre non è cappeggiato dal classico cattivo di turno che vuole dominare il mondo. Finalmente!

Altri personaggi come Dandel il Campione, il Presidente Rose assieme alla segretaria, e l’assistente Sonia, incarnano i classici ruoli di ogni avventura Pokémon, tuttavia anche nei loro casi dimostrano una forte personalità che ci fa affezionare a loro. Messa da parte invece la Professoressa Flora, a differenza dei precedenti titoli la presenza del prof di turno sarà piuttosto scarna, questo per dare spazio alla nipote e aspirante professoressa Sonia.

Meccaniche di Gioco

Gigamax

Le nuove meccaniche di gioco all’interno di Spada e Scudo sono molte, prima fra tutte abbiamo la Dynamax.

La Dynamax è una sorta di fusione tra megaevoluzione e mosse z. Personalmente ho molto apprezzato questa nuova features, rende le lotte per niente scontate ed i Capopalestra possono creare serie difficoltà se vengono sottovalutati. Dosata bene anche la durata di questa trasformazione in quanto non può durare più di tre turni, direi più che sufficienti dato il potenziale. Anche dal punto di vista del Competitivo si riveleranno molto interessanti.

Altra grande novità sono le Terre Selvagge, dalla mia personale esperienza è ancora presto per giudicarle, il gioco deve ancora ingranare ed è più che normale non trovare tanta affluenza nei raid online. Tuttavia questa, neanche poi tanto grande area, si rivela utile solo nei raid, un pò limitata come cosa, un gran potenziale non sfruttato.

Abbiamo anche il Pokécampeggio, non so veramente che dirvi al riguardo, penso di averlo usato una volta per vedere di cosa si trattasse, e quando ho capito essere una sorta di nuovo Poké ioete ho chiuso e non sono mai più ritornato. Reputo queste meccaniche divertenti per i più piccoli, e va bene così.

Sono rimasto molto contento della semplificazione del Breeding, ovvero l’allevamento dei perfetti Pokémon da Competitivo con IV e EVS al massimo. Finalmente posso interfacciarmi anch’io a questo aspetto del mondo Pokémon. Ci avevo già provato in passato, ma mi sono sempre arreso difronte alla noia e perdita di tempo che comportava ottenere un solo Pokémon da battaglia.

Pokémon

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Dopo aver introdotto più di 150 Pokémon di dubbio gusto con l’avvento della quinta generazione, Game Freak sembra aver trovato la giusta formula per la concept art dei piccolo mostri tascabili: ovvero la semplicità, fattore che da sempre caratterizza i Pokémon e li rende subito riconoscibili.

Anche l’ottava generazione, come la settima (meno di tutte) e la sesta, mi ha convinto. Mi sbilancio affermando che non vedevo Pokémon così curati e belli da molto tempo. Ovviamente vi sono delle eccezioni, come Skwovet, ovvero una versione alternativa di Bidoof, ma ancora più inutile dato che non vi sono le MN da assegnargli, o anche Farfetch’d di Galar, quasi identico al cugino di Kanto, tanto da chiedersi: perché Farfetch’d si e Koffing no?

Comunque a parte poche eccezioni ripeto che il design di questi Pokémon è vincente, prendiamo come esempio Wooloo, una tenera e coccolosa capretta che rotola fra i campi, ovviamente niente di nuovo ed ancora più semplice di Mareep, tuttavia superiore e adorabile.

Vi sono altri più complessi come Toxtricity, Grimmsnarl o Obstagoon veramente ben fatti. Sopratutto la mangusta ispirata ai Kiss, ancora oggi rimango stupito dalla concept art, semplicemente geniale.

Anche gli starter non hanno deluso, tutti e tre molto particolari, è stata veramente dura scegliere fra i tre, cosa che non mi era mai capitata, di solito c’è sempre un Popplio nel trio.

Il mio preferito rimane sempre Cramorant, lo trovo esilarante e tutte le volte che lo guardo mi vengono i mente Gerald e Becky di Nemo 2. Per chi non sapesse chi sono cliccate qui.

Post-Game

maxresdefaultNonostante risulti molto corto, il post-game risulta quasi necessario, dopotutto ci ritroviamo ad essere diventati Campioni senza però possedere il Pokémon stampato in copertina. E noi esigiamo di possedere uno dei due, sono stati i protagonisti del dilemma shakespeariano che ci ha attanagliato per mesi: Spada o Scudo?

Terminata l’avventura ci verrà spontaneo tornate nel Bosco Assopito, dimora di Zacian e Zamazenta, tuttavia vi troveremo solo lo scudo e la spada abbandonati. Proprio mentre stiamo per riappropriarci di questi oggetti faranno la loro comparsa due odiosi personaggi, ovvero Brandobaldo e Scudobaldo. Arroganti ragazzi di sangue blu, i quali altri non sono che i falsi re narrati nella falsa leggenda di Galar.

Il loro malefico piano è quello di vendicarsi sui leggendari, in quanto “usurpatori del loro trono”. Si tratta di un piacevole extra che vi regalerà altre ore di gioco, un pò monotone, ma la storyline vi spingerà a concludere.

Oltre a ciò vi rimane il completamento del Pokédex, anche se… Oramai non ha più senso.

Tuttavia vorrei spendere due parole al riguardo. Nonostante la riduzione del Pokédex abbia deluso anche me, ovviamente vedere che il mio Pokémon preferito era stato schioccato via mi ha infranto il cuoricino, tuttavia penso che sia stata una scelta necessaria, la presenza di così tanti Pokémon rischiava di gettare ombra su tanti altri lasciandoli nel dimenticatoio, paradossalmente più mostriciattoli tascabili significava utilizzare SEMPRE i soliti. Ci basti pensare ai tornei di VCG sono ormai 5 anni che vedo i soliti Groudon, Kyogre e Rayquaza in campo. In più penso che Gotta Catch’ Em All, fosse qualcosa di vecchio e noiso, certo è stato per anni il motto del marchio, tuttavia Game Freak ha avuto il coraggio di dirgli addio quando è stato il momento di farlo.

Difficoltà

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Nonostante i titoli Pokémon non abbiano mai destato troppo impegno (fatta eccezione per il cazzutissimo Miltank di Chiara) dal momento in cui basta salire di livello (pratica noiosa ma non difficile) per superare i nemici. Vi era stato un progressivo aumento della difficoltà, con la possibilità di scegliere modalità ancor più estreme in Bianco e Nero.

Con l’avvento di Pokémon X e Y vi è stato un drastico calo, vi ho avuto modo di giocarci di recente, e a distanza di anni dall’uscita dei due titoli la cosa mi è apparsa ancora più lampante. Talmente facili da penalizzare anche la trama.

Spada e Scudo sono leggermente più complessi. Inanzitutto tutti i personaggi di spessore utilizzano la Dynamax e addirittura la Gigamax, difficilmente raggiungibile da noi prima di aver finito il gioco. Ed anche il livello dei team avversari è più adeguato al nostro. Ovviamente vi sono tanti escamotage come e caramelle esperienza, ma se non ne abusate le vostre lotte saranno più avvincenti. Infine l’inteligenza artificiale ha fatto un passettino avanti, gli avversari non si limitano ad attaccare. Un esempio lo abbiamo quando sfidiamo il Capopalestra Laburno, il quale vi metterà a dura prova con cambi atmosferici e tattiche semplici ma efficaci.

Tutto ciò a differenza di X e Y dove la megaevoluzione era attuabile solo da Elisio e la Campionessa Diantha.

Commento Finale

Pokémon Spada e Scudo sono stati aspramente criticati in quanto carenti sotto molti aspetti. A mio avviso si devono guardare dalla giusta prospettiva, se li paragono ad altri giochi per grafica, meccaniche e difficoltà, l’insufficienza è scontata.

Tuttavia ritengo i titoli Pokémon una categoria videoludica a se, quando si ha tra le mani un brand così famoso e così amata ogni piccolo passo equivale a centinaia di miglia.

Nonostante ciò in Spada e Scudo ho visto tanto coraggio da parte degli sviluppatori: il coraggio di dire momentaneamente addio a tanti amati Pokémon, di sperimentare introducendo per la terza volta una meccanica che stravolge i combattimenti e di inserire personaggi che vanno oltre l’apparenza.

Diciamoci la verità, non giochiamo a Pokémon per la grafica mozzafiato o altro. Basta pensare a Bianco e Nero dove ancora erano presenti gli sprite, evitabili dato che vi era già la Nintendo 3DS.

Giochiamo a Pokémon perché ormai fa parte della nostra cultura, siamo cresciuti insieme a loro, ed è giusto che anche loro crescano gradualmente, senza cercare di stare al passo con nessuno, perché Pokémon, come ho già detto, è una categoria videoludica unica.

Quindi data l’avvincente trama, la più che discreta grafica e le nuove meccaniche di gioco

il mio voto è…

8.5

Ci tengo a ricordarvi che la recensione si basa sulla mia esperienza personale e se non siete d’accordo con me, tranquili: It’s all about opinion!

Vi ringrazio per aver letto la mia recensione, spero vi sia piaciuta e che vi ritroviate in ciò che ho scritto, se non fosse così vi invito a contestarmi tramite commento. Ricordatevi di Mettere Mi Piace alla Pagina Facebook di Pokémon 4Ever. E seguirci sulla pagina Twitter.